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Relazione sul Masters Experience Ankle and Foot Arthroscopy del 25-6 Set 2010

   In viaggio di ritorno scrivo di getto le mie impressioni, mi scuso in anticipo per gli errori.
Per prima cosa devo ringraziare la Società Italiana di Artroscopia che mi ha dato questa eccezionale opportunità di partecipare a un corso di gran livello, ringrazio Francesco Allegra per la sua disponibilità, i suggerimenti ed i consigli su come praticare correttamente l’artroscopia di caviglia, infine devo ringraziare PierAndrea Giuliani che ha condiviso con me le gioie e le difficoltà di questo corso e dato anche qualche consiglio speciale.
   Il Masters Experience è stato un corso molto impegnativo con la possibilità di apprendere nella prima fase le tecniche di base e successivamente di metterle in pratica su cadavere, abbiamo iniziato sabato mattina puntuali alle 7:00 ora locale con alcune presentazioni. Siamo poi passati alla sala con più di 40 postazioni con pezzo anatomico annesso, dove abbiamo praticato artroscopia di caviglia anteriore, rimozione di corpi liberi, microfratture, rimozione di osteofiti, simulato l’impianto di MACI, effettuato l’artrodesi artroscopica di caviglia e l’artroscopia della sottoastragalica.
Arrivati alle 17:00 c’è stata la fase più interessante del corso quando ci siamo messi in una stanza a “cenare” con la tipica pizza di Chicago e dove ognuno poteva presentare un suo caso clinico che veniva poi discusso da tutti i presenti, allievi ed istruttori. Questa fase di condivisione e confronto è stata molto istruttiva e si è conclusa alle 20:00. Alle 21:00 eravamo già in stanza.
Domenica mattina alle 07:00 di nuovo al lavoro per presentazioni sull’artroscopia di caviglia posteriore, sull’Haglund, sulla tendoscopia, sulla lisi della fascia plantare e sull’artroscopia dell’alluce (MF e IF). Subito dopo in laboratorio per  provare sul pezzo anatomico le procedure apprese. Alle 12:00 avevamo già finito.
   Il risultato di questi due giorni di full immersion ci hanno mostrato la bellezza del centro educazionali di Chicago, delle personalità che lo popolano e soprattutto dei chirurghi di fama mondiale che hanno sempre voglia di confrontarsi con chiunque (anche con un “pivellino” come me). L’opportunità è stata quella di lavorare per 2 giorni su 2 pezzi anatomici sotto la guida di un istruttore che ha saputo vicariare le nostre deficienze linguistiche. Devo dire che in Italia abbiamo chirurghi di elevato livello, molto considerati anche all’estero, che potrebbero darci lo stesso tipo di istruzione se non superiore, ma attualmente ci mancano le strutture.
Le difficoltà sono iniziate con le 13 ore di viaggio, il jet lag che non  ti permette di smaltire la stanchezza che già devi ripartire e che ti catapulta in un vortice che ti fa pensare di essere in un altro mondo. La lingua inglese masticata dagli americani ed ancor più distorta dai canadesi mi ha fatto fumare la testa già provata dal viaggio.
Devo dire che queste difficoltà si sopportano molto bene, fisicamente e mentalmente massacrante, ma bellissimo come un sogno che si avvera. Grazie.

Massimo Claudio


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BELLISSIMO COME UN SOGNO CHE SI AVVERA!

Esperienza superiore in artroscopia della caviglia

Resoconto sul cadaver lab di caviglia presso il centro di Rosemont

E’ in questo modo che si creano maggiori opportunità di aggiornamento per il chirurgo ortopedico,  con la possibilità di sperimentare su pezzi anatomici proprio quelle procedure chirurgiche che ognuno vorrebbe provare prima di applicarle in sala operatoria sui propri pazienti. Il vantaggio offerto dalla struttura è ancora maggiore, poichè viene data la possibilità di utilizzare ogni materiale chirurgico impiantabile prodotto da varie ditte, quelle più rappresentative sul mercato mondiale.  Anche per il 2010, l’AANA si è distinta nel preparare corsi di due interi giorni che vengono definiti “master experience”, con alternanza di letture in aula, discussione con esperti, prove di tecniche chirurgiche appena apprese.

Eccoci di ritorno da Rosemont. Rosemont a tre quarti d’ora di treno da Chicago è una cittadina aeroportuale senza arte nè parte, cresciuta attorno all’aeroporto internazionale O’Hare di Chicago. Ma nel mondo ortopedico il suo nome fa rima con didattica avanzata.
Perchè Rosemont è la sede del centro di formazione e di approfondimento più famoso al mondo. Una splendida struttura di proprietà dell’AAOS, la SIOT americana, è la sede di tutte le  Società specialistiche americane che operano sul territorio degli Stati Uniti e che ne condividono i costi. Ma è anche il posto ove un laboratorio di anatomia chirurgica e di artroscopia con annessi servizi offre la possibilità di tenere corsi teorico-pratici con un corollario di aule per lezioni, per discussioni e per incontri, con libreria e servizi audio-visivi di alto livello. L’AANA, la Società   Nordamericana di Artroscopia, non è da meno e prepara ogni anno numerosi corsi sulle procedure chirurgiche artroscopiche nelle varie articolazioni, partecipando con un proprio programma ben delineato e dettagliato alla gestione del Centro.
L’accordo tra  la SIA - Società Italiana di Artroscopia, stipulato quest’anno con l’AANA, ha permesso a due chirurghi italiani, vincitori di un contributo spese della Società di partecipare al corso avanzato di artroscopia di caviglia. Gli allievi si sono esercitati sui un pezzo anatomico ciascuno, hanno potuto “muovere le mani” all’interno dell’articolazione, apprendere procedure sia quelle di base che le più avanzate per affinare la manualità, approfondire le  conoscenze teoriche e discuterle in via diretta con gli esperti chiamati sul campo dall’AANA.
La novità di questo corso è stata che i due allievi italiani sono stati seguiti da un istruttore italiano durante le esercitazioni e le lezioni, aiutandoli a capire quello che la lingua anglo americana rendeva loro di difficile comprensione. Come è consuetudine, ogni postazione di lavoro a disposizione di due partecipanti, prevedeva due pezzi anatomici con due colonne di artroscopia di ultima generazione, che ha permesso agli allievi di lavorare  per i due giorni del corso, sperimentando le principali procedure apprese durante il corso e lavorando con l’accesso articolare sia in posizione supina che in posizione prona.
All·arrivo dei partecipanti il venerdì sera la socializzazione è stata d’obbligo, anche se  difficile tra allievi di diverse lingue e culture: quasi il 50% di loro veniva da paesi diversi dagli Stati Uniti per cui era facile vedere gruppetti che parlavano portoghese, spagnolo, cinese, italiano perfino arabo. Le lezioni sono iniziate puntuali  il sabato mattina alle 07,00 e sono continuate fino alle 17,00, alternando conferenze con esercitazioni pratiche sul pezzo anatomico in sala. Una novità ha rappresentato la discussione dei casi in aula con “dinner”  incluso: la pizza alta e saporita tipica di Chicago ha accompagnato una discussione talvolta un po’ accesa su alcuni casi presentati in aula. Insomma una sorta di “pizza e casi” da consumarsi assieme alla birra a bassa gradazione. Pochi casi clinici molto interessanti, con domande e risposte da parte del pubblico presente e molto attento, ma rumoroso nelle proprie differenti lingue pronte a commentare ogni parere. La stanchezza ha colto tutti alle 21,00 e pochi sono stati i frequentatori del bar ancora disposti a qualche discussione attorno alla tipica birra alla spina americana. Alle 07,00 di Domenica, colazione in sala durante le presentazioni, continuando con la solita pianificazione e precisione americana nel rispetto degli orari e dello scorrere del programma. Alle 12,00 implacabile suona la chiusura del corso, con il riordino delle proprie attrezzature, col controllo degli armadietti e con il briefing finale in aula davanti ad un lunch a panini e coca-cola, per permettere a tutti i partecipanti di fare la valutazione degli argomenti trattati e degli istruttori, in tempo per riprendere il volo di ritorno per  casa.

Francesco Allegra

by eLearner & Francesco De Luca